Quando costruiamo sistemi per combattere la tratta senza il contributo delle sopravvissute, rischiamo di ripetere le stesse dinamiche di potere che hanno permesso lo sfruttamento in primo luogo. Ecco perché l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), supportato dall'Unione Europea, ha ospitato il suo primo Forum globale per i sopravvissuti alla tratta di esseri umani a Vienna il mese scorso.
Titolato Voci di resilienzaL'incontro del 24 e 25 giugno ha riunito oltre 35 leader di sopravvissuti, insieme a governi, operatori di servizi e organizzazioni della società civile, per cambiare l'agenda globale contro la tratta. Il messaggio era chiaro: i sopravvissuti non devono solo essere ascoltati, ma anche assumere un ruolo guida.
I sopravvissuti sono più che semplici storie
Al centro del forum c'era un cambiamento di mentalità: i sopravvissuti non sono solo testimoni dell'ingiustizia, ma esperti nella sua prevenzione. Comprendono come funziona la tratta dall'interno e la loro conoscenza è indispensabile per progettare soluzioni significative. Questo sentimento è stato condiviso da Frey A Worku, una sopravvissuta etiope, che ha affermato:
“I sopravvissuti sono stati spesso esclusi dagli stessi sistemi che avrebbero dovuto affrontare la tratta di esseri umani, … Questo deve cambiare.”
I partecipanti hanno sottolineato che sfuggire alla tratta è solo l'inizio. Le vittime spesso affrontano traumi a lungo termine, sistemi giudiziari inadeguati e servizi di recupero che non soddisfano i loro bisogni. Portano con sé anche il tipo di consapevolezza che può modificare la consapevolezza sociale. Laurent Ziegler, un altro sopravvissuto alla tratta, ha sottolineato questo punto affermando:
“La tratta non può essere affrontata senza il coinvolgimento di tutti, senza la società nel suo insieme”,
Inoltre, Diane Schmitt, Coordinatrice anti-tratta dell'UE, ha sottolineato la realtà che molte vittime di tratta rimangono invisibili. Le voci dei sopravvissuti sono vitali non solo per progettare sistemi di supporto migliori, ma anche per aiutare la società a riconoscere la tratta in primo luogo. La loro comprensione contribuisce a sensibilizzare, a sfatare pregiudizi e a portare alla luce lo sfruttamento nascosto.
La chiamata all'azione
Il forum si è concluso con un ampio invito all’azione, esortando i governi a basare i loro sforzi contro la tratta su nove principi chiave basate sull'esperienza vissuta dai sopravvissuti. Tra queste, un'azione volta ad adattare le misure di protezione alle esigenze dei bambini. I minori vittime di tratta affrontano vulnerabilità uniche. L'appello all'azione esorta i governi a fornire assistenza specializzata e adeguata all'età e a estendere il supporto anche all'età adulta. Troppo spesso, il supporto viene interrotto al compimento dei 18 anni, una transizione che può renderli nuovamente vulnerabili. Le vittime hanno sottolineato che i sistemi di protezione devono adattarsi alla loro realtà.
Un altro importante invito all’azione è stato quello di Fornire supporto duraturo per il recupero e l'indipendenza. L'appello all'azione sottolinea la necessità di un'assistenza olistica a lungo termine che comprenda un alloggio sicuro, assistenza sanitaria, istruzione e sostegno finanziario per prevenire la rivittimizzazione.
Questo principio risuona fortemente con le recenti preoccupazioni sollevate nel Regno Unito, dove molti I sopravvissuti alla tratta affrontano un estenuante percorso di 10 anni alla residenza permanente. I sopravvissuti spesso affrontano un'incertezza prolungata, poiché i costosi e complessi rinnovi dei visti prosciugano le loro finanze e incidono negativamente sulla loro salute mentale. Invece di promuovere la stabilità, questo sistema rischia di ritraumatizzare proprio le persone che dovrebbe proteggere.
"L'appello all'azione è più di una semplice dichiarazione", ha affermato Ilias Chatzis, Capo della Sezione Tratta di Esseri Umani e Traffico di Migranti dell'UNODC. "È una tabella di marcia e una promessa di rendere la protezione centrale, non secondaria; di trasformare le voci in azioni concrete; e di costruire sistemi fondati sulla realtà dei sopravvissuti".
La dignità non è negoziabile
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Ove possibile, i sopravvissuti alla tratta di esseri umani devono far parte delle organizzazioni che lavorano per prevenire la tratta di esseri umani o per salvare le persone dalla tratta. Hanno vissuto l'esperienza.